Analisi Torino-Udinese 1-0: grinta, sofferenza e un pizzico di fortuna

Analisi Torino-Udinese – Ieri pomeriggio i granata sono stati protagonisti di una vittoria sofferta e per questo importantissima.

Tre punti che tengono il Toro agganciato al treno europeo. Attualmente il quarto posto dista 5 lunghezze , mentre il quinto, occupato contemporaneamente da Atalanta, Roma e Lazio, soltantoo 4. Tutto ancora molto aperto dunque per quanto riguarda la qualificazione alle prossime coppe europee, nonostante la folta concorrenza.

Grinta, sofferenza e un pizzico di fortuna

Gli uomini di Walter Mazzarri ieri hanno giocato un buon primo tempo contro l’Udinese. Oltre alla rete siglata da Ola Aina, avrebbero infatti potuto andare a segno sul bel colpo di testa di Andrea Belotti che ha costretto il portiere avversario Juan Musso alla prodezza o sul calcio di rigore ingiustamente negato in seguito al tocco di mano di Stryger Larsen. Proprio il Gallo è stato l’incarnazione della grinta che dovrà accompagnare il Torino da qui a fine campionato. Ieri non ha segnato, ma ha lottato, ha rincorso gli avversari a tutto campo ed è stato fondamentale per la vittoria finale. Ha solo bisogno di ritrovare fiducia tramite un goal e allora anche le sue sgroppate diventeranno nuovamente devastanti in fase offensiva.

Nel secondo tempo poi gli uomini di Mazzarri hanno saputo soffrire. Salvatore Sirigu ha parato il rigore calciato da Rodrigo De Paul, il quinto degli ultimi sette che gli sono stati calciati contro, e la traversa ha salvato il Toro nell’interminabile recupero dopo una carambola su Koffi Djidji. Ciò che conta però è che i granata con una combinazione di istinto e fortuna siano riusciti a ottenere una vittoria che altre volte non sarebbe stata così scontata.

Una vittoria che deve continuare ad accresce la consapevolezza di un gruppo che da tre partite consecutive non subisce goal. Segno di una squadra solida e spigolosa per qualsiasi avversario. Il buon esito del campionato del Torino passa, sicuramente non dal gioco spumeggiante, ma dalla forza della propria difesa. Ciò che deve indiscutibilmente migliorare è la finalizzazione. Anche ieri il Toro è spesso arrivato vicino ad essere pericolo, ma è mancato qualcosa al momento di concretizzare l’ultimo passaggio.

Il passaggio al 3-4-3 visto ieri contro la squadra di Davide Nicola potrebbe essere d’aiuto in tal senso. Iago Falque ha sbagliato molto, ma le azioni per arrivare a fare quegli errori devono essere costruite e non sono molti oltre all’ex Roma a poterlo fare. Buona la prestazione di Alejandro Berenguer, tornato titolare dopo diverso tempo, può essere un ottimo collante fra centrocampo e attacco.

La prova del 9 contro Napoli e Atalanta

Nelle prossime due gare di campionato i granata affronteranno il Napoli al San Paolo e l’Atalanta all’Olimpico Grande Torino. Due sfide difficilissime, al termine delle quali avremo però una fotografia reale di cosa è il Toro. I granata potrebbero infatti trovarsi sia nelle primissime posizioni del campionato che sotto al decimo posto.

La difesa c’è ed è forte, ora tocca all’attacco battere un colpo, e il Gallo, Iago Falque e Simone Zaza hanno tutte le qualità per farlo.

Leggi anche: 

Voti Torino-Udinese 1-0: le pagelle dei granata

Mazzarri: “Vittoria meritata, abbiamo creato 6 o 7 occasioni da goal”