Belotti Superga – Il capitano del Torino Andrea Belotti è saluto come da consuetudine a Superga per leggere i nomi delle 31 vittime della tragedia. Un momento sempre commovente a maggior ragione oggi che ricorre il settantesimo anniversario da quel nefasto giorno.

Nell’incidente aereo persero la vita i giocatori: Valerio Bacigalupo, Aldo e Dino Ballarin, Emile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti, Giulio Schubert. Oltre agli allenatori Egri Erbstein, Leslie Levesley, al massaggiatore Ottavio Cortina e ai dirigenti Arnaldo Agnisetta, Andrea Bonaiuti ed Ippolito Civalleri. Non si salvarono neppure i giornalisti sportivi Renato Casalbore, fondatore di “Tuttosport”, Renato Tosatti e Luigi Cavallero e i membri dell’equipaggio Pierluigi Meroni, Celeste D’Inca, Celeste Biancardi e Antonio Pangrazi. Non ci fu nessun superstite.

In un attimo venne cancellata una delle squadre, se non la più leggendaria della storia del calcio mondiale. Indro Montanelli scrisse: “Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto «in trasferta».”

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Come Arrigo Sacchi amo il calcio, e lo sport in generale, perché è la cosa più importante delle cose meno importanti, e come Maurizio Mosca cerco di spargere allegria tra la gente.