Lentini: “Io, il Cristiano Ronaldo della mia epoca”

Lentini Ronaldo – Oggi Gigi Lentini ha rilasciato un’interessante intervista a La Gazzetta dello Sport. Ecco alcune delle sue dichiarazioni:

Fonte foto: La Gazzetta dello Sport,  Richiardi.

“Il Torino può puntare all’Europa. L’organico è buono e le altre squadre non corrono, non è un obiettivo impossibile. Cairo ha fatto una scelta di popolo tenendo Belotti dicendo no a tanti soldi, e ha fatto bene. Purtroppo si è infortunato e mi sembra che non si sia ripreso del tutto, ma credo ancora nel Gallo“.

Lei è stato il Cristiano Ronaldo della sua epoca? Non voglio esagerare, ma fatte le dovute proporzioni, io sono stato anche di più. Ai tempi era impensabile spendere certe cifre per un calciatore. Oggi ormai è prassi spendere 70, 80, 100 milioni per un giocatore, non ci si fa quasi più caso. Quando io invece passai dal Toro al Milan scoppio un pandemonio. Mamma mia che ricordi. Io non volevo andare tra le fila dei rossoneri, lo giuro. Era l’ultimo giorno di mercato, Berlusconi e Galliani mi aspettavano per le firme. Io ero in macchina con i miei procuratori e superato il casello di Milano feci fermare la macchina dicendo “Al Milan non vado più, torniamo indietro”.  Scoppio il panico, i miei agenti chiamarono mio padre dicendo “Gigi è impazzito”. Alla fine mi convinsero, e non ripiango la scelta, certe offerte non si possono rifiutare. Se avessi seguito il cuore sarei però rimasto in granata. Sarò sempre grato al Toro, mi ha reso un grande calciatore.

Mando un messaggio a Cairo, mi sento pronto per fare qualcosa per il Toro. Forse lui non è molto propenso ad avere bandiere in società, ma parliamone può nascere qualcosa di buono”.

 

Come Arrigo Sacchi amo il calcio, e lo sport in generale, perché è la cosa più importante delle cose meno importanti, e come Maurizio Mosca cerco di spargere allegria tra la gente.