Lentini: “Per il Toro io ci sono sempre, Cairo riportami in granata”

Lentini Torino – Gigi Lentini in occasione del suo cinquantesimo compleanno ha rilasciato una bella intervista a Tuttosport. Ecco le sue dichiarazioni:

“Sono consapevole della passione che la tifoseria granata nutre nei miei confronti. La sento ogni volta che vado in un Toro Club o semplicemente esco a cena, vengo ancora riconosciuto. Tanti mi chiedono un autografo o una foto. Io ne sono felice, è gratificante e conferma che ho fatto qualcosa d’importante per la squadra per cui tifo. 

Sono sempre stato legato al Torino. Tanto che fui tentato di non passare al Milan, nonostante il pesante ingaggio che mi fu offerto dai rossoneri. La famiglia e gli amici hanno pesato in quella scelta. Che comunque rifarei. Andai a giocare in quello che a quel tempo era il club più forte del mondo. Ho scelto sia per ragioni economiche che professionali. A Milano ho vinto tanto, al Toro sarebbe stato più complicato. Inoltre, come ben sapete, la società di Borsano dopo Amsterdam aveva bisogno di monetizzare. 

Dopo le esperienze con Milan e Atalanta tornai a Torino per amore, non mi era piaciuto lasciarmi cosi con la mia squadra, i miei tifosi, il mio granata”.

IL RICORDO DI MONDONICO

“Modonico è l’unico tecnico con cui avevo mantenuto un rapporto. Gli volevo un gran bene nonostante i ritiri che ci imponeva. Prima quando perdevamo e poi perché portava bene. Non sopportavo andare in ritiro. mi faceva senitire in gabbia. Emiliano era un gran rompiscatole, ma stare insieme a lui era davvero divertente. 

Io mi sono allontanato dal calcio, ma per il Toro ci sono sempre, Cairo lo sa. Sono pronto a tornare ma non so in che ruolo. A me è sempre piaciuto giocare a pallone e basta. Io non ho studiato come altri miei ex compagni per diventare allenatore, direttore sportivo o procuratore. Il calcio però lo mastico e se andassi a vedere una partita col Presidente saprei  subito dirgli se un calciatore e buono o no”.

(Fonte foto: Gazzetta dello Sport)

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