Pulici: “Senza sudditanza arbitrale il mio Toro avrebbe vinto altri due scudetti”

Pulici Torino – Esattamente 50 anni fa Paolo Pulici faceva il suo esordio in Serie A con la maglia del Torino, contro il Cagliari al Comunale davanti a 35944 spettatori.

L’ex attaccante granata ha rilasciato un’interessante intervista a La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue dichiarazioni:

“Sono passati 50 anni? Diamine se è ancora un’emozione!

Tutto quanto è ancora impresso nella mia mente. Il Toro è casa mia, ogni settimana vengo invitato a cena da un club Granata. Io accetto sempre volentieri questi inviti. I tifosi mi vogliono bene, mi trattano come se ci fossimo sempre conosciuti. Come se fossi uno di famiglia. Io naturalmente ricambio, sento il senso di appartenenza alla famiglia del Torino. Un rapporto che nacque fin dal mio arrivo all’ombra della Mole. 

A proposito di questo rapporto con il popolo granata ci tengo a dire che il Toro in cui militavo io giocava per gli operai della FIAT. Dunque quando vincevamo contro la Juventus, ovvero la squadra del loro padrone, eravamo doppiamente felici. La Maratona canta “Torino è stata e resterà Granata” e ha ragione. In città la maggior parte delle persone sostiene il Toro. 

Se non ci fosse stata la famosa sudditanza psicologica in favore dei bianconeri, avrei messo in bacheca altri due scudetti con il Torino oltre a quello de ’76. Faccio riferimento al torneo del ’72, quello perso per un punto, durante il quale ci vennero annullati due reti da due punti. Se penso a quello non dato ad Agroppi a Marassi mi arrabbio ancora. Mentre nel campionato successivo allo scudetto, le gare della Signora finivano sempre dopo le nostre”.

(Fonte foto: Giornale di Puglia)

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Come Arrigo Sacchi amo il calcio, e lo sport in generale, perché è la cosa più importante delle cose meno importanti, e come Maurizio Mosca cerco di spargere allegria tra la gente.