Torino FC, la Top 11 del decennio 2010-19

La Top 11 del Torino FC nel decennio 2010-19 – Si chiude oggi, 31 dicembre 2019, la seconda decade del XXI Secolo. È dunque giusto provare a fare la Top 11 del Torino tenendo conto di questi dieci anni. Un compito non semplice, che sicuramente creerà discussione.

La Top 11 del Torino FC nel decennio 2010-19 (3-4-1-2)

Salvatore Sirigu: per quanto riguarda il portiere, la scelta è semplice. L’ex PSG è il miglior portiere italiano in attività per rendimento. Prestazioni sempre esaltanti e degne di nota. Un vero e proprio pilastro del Torino attuale e si spera futuro.

Nicolas Nkoulou: nonostante il fatto che da dopo la partita contro Wolverhampton non sia stato più lo stesso, il camerunense è tecnicamente uno dei migliori difensori granata dallo scudetto del ’76 a oggi.

Kamil Glik: il polacco si merita anche il titolo di capitano di questa Top 11, con la sua grinta, la sua passione e anche i suoi goal si è guadagnato per sempre l’affetto e rispetto dei tifosi.

Emiliano Moretti: un professionista esemplare, un modello per i giovani calciatori. Arrivato in sordina è diventato una vera e propria bandiera del club di cui oggi è dirigente.

Matteo Darmian: protagonista in due partite che potrebbero essere definite le più importanti di questa decade per il Toro, ovvero: la notte del San Mames, con il passaggio del turno contro l’Athletic Bilbao, e la vittoria nel Derby della Mole che mancava da lustri. Oltre a questo il terzino è stato uno degli uomini simbolo dell’Era Ventura, dalla Serie B all’Europa League.

Tomas Rincon: El General occupa questa posizione nella Top 11 per una questione di cifra tecnica, per importanza all’interno del decennio lo avrebbe però meritato uno fra Alessandro Gazzi e Giuseppe Vives. Quest’ultimo in particolare per il commovente addio sotto la Curva Maratona, a testimonianza della sua importanza per il popolo granata.

Cristian Ansaldi: vero, l’argentino ha probabilmente fatto vedere il meglio di sé sugli esterni, ma grazie alla sua poliedricità può benissimo ricoprire il ruolo di centrale di centrocampo. Anche perché uno con le sue doti non può restare fuori da questa formazione.

Bruno Peres: lontano dalla Mole ha deluso, ma al Toro ha saputo esaltare. Il suo goal nel Derby, nonostante l’epilogo della partita sia stato negativo per i granata, sarà ricordato come uno dei più belli messi a segno nella storia della stracittadina.

Adem Ljajic: alcuni lo accuseranno, magari anche a ragione, di discontinuità, ma 18 reti e 19 assist in 65 partite sono un dato incontrovertibile.

Ciro Immobile: due esperienze per lui al Torino. La più importante è stata sicuramente la prima, in cui riuscì a vincere la classifica marcatori della Serie A, un calciatore granata non ci riusciva dagli anni ’70, e a trascinare la squadra in Europa.

Andrea Belotti: spiace spezzare la coppia Cerci-Immobile, ma il Gallo è in questo momento il capitano e il simbolo del Toro. Il miglior marcatore e il giocatore più iconico dell’Era Cairo.

Allenatore Gian Piero Ventura: non ce ne voglia Walter Mazzarri, che l’anno scorso ha totalizzato il record di punti in Serie A sotto la gestione di Cairo, ma Ventura è stato il vero artefice della rinascita del Toro.

Pancina: Joe Hart, Angelo Ogbonna, Armando Izzo, Davide Zappacosta, Omar El Kaddouri, Giuseppe Vives, Alessandro Gazzi, Alessio Cerci, Maxi Lopez, Rolando Bianchi, Fabio Quagliarella.

Leggi anche:

La prima e l’ultima formazione del Toro nel decennio 2010-19

Come Arrigo Sacchi amo il calcio, e lo sport in generale, perché è la cosa più importante delle cose meno importanti, e come Maurizio Mosca cerco di spargere allegria tra la gente.