Torino salvo, Nicola: “La salvezza più complicata per tante dinamiche”

Il Torino è salvo e lo è anche grazie a mister Davide Nicola. Nel post partita, il tecnico granata ha analizzato ai microfoni di Sky Sport una stagione incredibilmente difficile, conclusasi con il raggiungimento dell’obiettivo salvezza.

Le dichiarazioni di Nicola nel post partita di Lazio-Torino 0-0

Qui di seguito l’analisi di mister Nicola: “Questa è stata la salvezza più complicata per tante dinamiche, chi conosce questo ambiente lo sa benissimo. Ne avevo parlato anche coi ragazzi all’inizio. Dispiace essere arrivati a questo punto, perché avremmo potuto raggiungere la salvezza anche prima. Ma mille dinamiche, tra Covid e infortuni, non c’hanno permesso di raggiungere l’obiettivo prima, anche per demerito nostro. Siamo venuti qui a Roma e fortunatamente abbiamo visto il Papa… Sono contentissimo che la Lazio abbia giocato alla morte.

Ci sono stato da calciatore qui, conosco l’ambiente, conosco l’ardore e bisogna sempre avere un grande equilibrio. Conosco l’importanza e la storia della piazza. Ne abbiam passate di dinamiche durante il nostro percorso, ma non c’è salvezza senza sofferenza. Per il resto, oggi abbiamo cercato di concentrarci solo dal punto di vista tecnico-tattico dopo due partite non facili. Ci siamo dati dei compiti semplici, perché questa squadra doveva avere delle sicurezze per mettere in campo una prestazione importante, contro un avversario non certo facile. Senza il palo di Sanabria, avremmo sofferto meno fino alla fine.

Belotti? Penso che Andrea oggi abbia dimostrato ai suoi compagni che le qualità non sono solo caratteriali, anche se non è al top della forma. In questo momento avremmo modo e tempo per rimetterlo al top della forma. Credo sia un giocatore straordinario da tutti i punti di vista, ma come Bremer, Nkoulou e altri giocatori, arrivava da un periodo in cui non aveva fatto una ripreparazione, al termine dei 30-40 giorni del Covid.

Dove ho dovuto lavorare di più? Quest’anno, la maggior parte del lavoro è stata concentrarsi sull’aspetto tecnico-tattico, cercando di comprendere e valorizzare le caratteristiche tecniche dei giocatori presenti in rosa. Abbiamo lavorato per giocare un po’ più in verticale, con più velocità, mentre arrivavano da una metodologia e un’idea diversa. Secondo me, non c’era la condizione per fare un certo tipo di gioco, perché questa squadra è stata costruita con un certo tipo di calciatori, per giocare con tre difensori, due esterni e due punte. La capacità e la necessità di gestire le emozioni c’è stata soprattutto nell’ultimo periodo: prima del Covid abbiamo espresso gioco e risultati, poi ci siamo riusciti anche dopo il Covid, prima di sbagliare alcune cose nelle ultime gare.

Il futuro? Abbiamo un’ultima partita importante, che vogliamo giocare al massimo delle nostre possibilità, anche se con maggiore serenità. Rinnovo? Nel rispetto dei nostri tifosi e della società stessa, dobbiamo pensare esclusivamente alla partita di domenica, per chiudere al meglio questo campionato. Poi, quando sarò chiamato in causa, esprimerò sempre le mie idee e vedremo il da farsi”.

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Nato ad Avellino il 26 dicembre 1996, ha conseguito la Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione e attualmente studia Corporate Communication e Media presso l'Università degli Studi di Salerno. Giornalista pubblicista dal 30 settembre 2020, è anche speaker di Radio Punto Nuovo da agosto 2021.