Torino-Shaktyor, Urbano Cairo: “Nessuna cessione e poche entrate”

Intervenuto ai microfoni dei giornalisti presenti allo stadio Grande Torino ieri sera, il Presidente granata Urbano Cairo ha commentato la larga vittoria del Toro in Europa League.

Queste le sue parole: “È la vittoria più larga in Europa. Tutti i nostri giocatori mi sono piaciuti. Una bellissima intesa tra Zaza e Belotti e poi un grande Berenguer: oggi era proprio imprendibile. Bene anche Bonifazi. Se per lui ho detto uno dei famosi “no” sul mercato? Sì, sarà stato il nono o il decimo. Ormai ho perso il conto. Bisogna andare là a Minsk a vincere la partita. Poi se arriverà il Wolverhampton vedremo. Io la penso come il mister, facciamo una cosa per volta. Comunque loro sono una bellissima squadra, sarà un confronto tra le due settime classificate. Mi dite che è il sorteggio peggiore possibile? Forse c’era anche il PSV sullo stesso livello“.

Sul calciomercato: “Migliorare questa squadra non è facile. Mettiamo che prendiamo un calciatore ora. Il mister secondo voi lo fa giocare subito? No, a meno che non si prenda Messi. Possiamo pure prendere un calciatore importante, ma chi togli in questo momento. Verdi? A volte un giocatore non lo riesci a prendere perchè la sua società non ha fatto gli acquisti che doveva fare e dunque non lo libera. Oggi noi abbiamo confermato la squadra dell’anno scorso, quella del quarto posto nel girone di ritorno, inserendo due rientri dai prestiti con Lyanco e Bonifazi e dei giovani importanti come Millico e Singo. E poi abbiamo uno Zaza completamente diverso”.

Cairo vuole un modello Grande Torino: “Ho rinunciato a molti milioni evitando cessioni. Questa idea mi è venuta quando andammo al Cimitero Monumentale per il settantesimo anniversario della tragedia di Superga. Un giorno sempre importante perchè ricordi dei ragazzi che non ci sono più ma è come se ci fossero. Io vedendo le tombe dei giocatori mi sono incuriosito per le età molto giovani. E sono andato a rivedermi le formazioni del Grande Torino degli anni in cui vincevano. E ho visto che la società a volte non toccava nulla, a volte inseriva un giocatore. Punto. La formazione del Grande Torino è sempre stata quella: Bacigalupo, Ballarin, Maroso e così via. Hanno inserito solo Menti successivamente, ma la difesa è rimasta sempre quella. Così come Loik, Mazzola, Gabetto. In cinque anni. Insomma, la solidità e la continuità sono la cosa più importante. Quest’anno noi abbiamo la stessa squadra che ha lavorato per un anno e mezzo col mister. Vedi uno Zaza rinato, un Belotti che è tornato lui in modo prepotente, Baselli che è maturato, due giocatori come Izzo e Nkoulou in difesa. E oltre a loro abbiamo Bremer, Djidji, Lyanco, Bonifazi. Ditemi voi chi in Serie A ha sei giocatori di questo livello. Più il portiere della Nazionale. Forse a pari livello è l’Inter che ha De Vrij, Skriniar e Godin…”

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