Vittorio Staccione, noi ti ricordiamo

Vittorio Staccione – In occasione della Giornata della Memoria vogliamo ricordare Vittorio Staccione. Nato a Torino il 9 Aprile 1904, Operaio, come larga parte della sua famiglia, e calciatore.

Venne notato a 11 anni mentre giocava per strada dal giocatore del Torino Enrico Bachmann, che lo fece entrare nelle giovanili granata. Esordì con la prima squadra nel 1924. l’anno successivo passò in prestito alla Cremonese per poi tornare al Toro dal 1925 al 1927. Vincendo anche lo scudetto poi revocato e non più assegnato. Il suo cartellino venne in seguito ceduto alla Fiorentina dove militò per quattro stagioni mettendo in bacheca un campionato di Serie B e diventando un vero e proprio pilastro della squadra Viola. Andò poi a vestire le maglie di Cosenza e Savoia. Conclusa la carriera calcistica, tornò a lavorare in FIAT. .

Il 12 marzo 1944 venne però arrestato dalla polizia di Madonna di Campagna e consegnato alle SS a causa delle sue posizioni antifasciste. Venne deportato nel campo di concentramento di Mauthausen. Classificato come “Schutz”, prigioniero politico. Gli assegnarono il triangolo rosso e lo marchiarono con il numero di matricola 59160. Nel campo, in cui trasportò blocchi di granito, incontrò anche altri due ex calciatori dell’epoca. Ferdinando Valletti, centrocampista del Milan e Carlo Castellani attaccante dell’ Empoli, con i quali fu costretto a giocare alcune partite contro la squadra delle SS.

Venne poi trasferito a Gusen, dove morì nel 1945 di setticemia e cancrena provocate da una profonda ferita ad una gamba rimediata in un pestaggio avvenuto ad opera delle guardie.

Nel 2019, davanti a quella che fu l’ultima abitazione di Vittorio Staccione, in via San Donato 27 a Torino, è stata posata dell’artista tedesco Gunter Demnig la Pietra di Inciampo a lui dedicata.

(Fonte foto: La Stampa)

 

Come Arrigo Sacchi amo il calcio, e lo sport in generale, perché è la cosa più importante delle cose meno importanti, e come Maurizio Mosca cerco di spargere allegria tra la gente.